Le news si leggono DIVERSAMENTE. E gli editori soffrono

Flipboard, Pulse, Zite, Google Currents e Pocket, a parte l'interfaccia in alcuni casi molto simile, mostrano solo i contenuti dei siti web, senza alcuna pubblicità!

Se tutti i giorni ami leggere più o meno gli stessi siti, e' quasi sicuro che per farlo non utilizzi i "Preferiti", ne' ti metti a scrivere ogni singolo indirizzo nel browser.

Con buona probabilità userai un lettore di feed RSS, più o meno evoluto, nel quale da una parte metti gli URL, e dell'altra ottieni il flusso di notizie.
 
Se nei primi anni del millennio i feed reader via client (come RSS Bandit) e poi quelli via browser (come Google Reader) la facevano da padrone, negli ultimi 24 mesi sono spuntati enne altri modi per fruire dei contenuti, soprattutto in mobilità e/o via tablet.
 
Qualche esempio?

Per non parlare di cose che permettono di salvare un contenuto e di leggerlo con più calma quando si ha più tempo, come POCKET (ex Read It Later).
 

Ti chiederai perche' ho inserito questo lungo elenco di video all'interno del post. Il motivo e' molto semplice: vorrei che li guardassi per notare cos'hanno in comune tutti questi lettori/aggregatori/applicazioni.
 
Noi ha tempo di farlo? Non hai notato nulla di strano? Allora te lo dico io

Flipboard, Pulse, Zite, Google Currents e Pocket, a parte l'interfaccia in alcuni casi molto simile, mostrano solo i contenuti dei siti web, senza alcuna pubblicità.
 
Offrono gratuitamente un servizio enorme all'utente, che certamente ama il contenuto ben impaginato e libero dai fastidiosi banner… ma non considerano in alcun modo l'editore.
 
Il quale editore, più o meno stupidamente, per parecchi anni ha posizionato in bella evidenza sul suo sito il bottone arancione del feed RSS (anche io faccio parte di questa categoria di "ingenui", e offro da sempre il mio feed aggratis) sicuro che "tanto gli utenti preferiscono leggere la notizia sul mio bel sito, e non dentro ad un aggregatore".
 
E invece non e' più così. In poche stagioni la connettività pervasiva, insieme a smartphone, tablet e app che hanno invaso le nostre vite, hanno cambiato profondamente il modo di fruire i contenuti, che ora non e' più relegato al concetto di "schermo grande su postazione fissa", ma a qualcosa che segue l'utente passo passo in tutti i suoi spostamenti, dalla colazione al letto passando per il bagno (ho citato questi 3 luoghi non a caso, perche' sono quelli dove la tecnologia ha preso il posto del giornale ).
 
L'ha capito molto bene Pocket, che permette all'utente di inserire il contenuto nell'applicazione e poi consumarlo, sincronizzato, in qualsiasi luogo e con qualsiasi device, anche senza connettività Internet.
 
E se vai intorno al minuto 01:05 dell'ultimo video, noterai che il "clean and easy to view layout" di cui parla la ragazza e' in effetti minimale e bello da fruire per l'utente, ma ben poco interessante per l'editore, che si vede privato dei banner e quindi della sua principale fonte di reddito.
 
Di certo questi servizi stanno studiando un sistema per remunerare chi produce i contenuti, vedi ad esempio i recentissimi accordi siglati fra Flipboard e il New York Times e Pulse e il Wall Street Journal, ma noi piccoli, se non vogliamo continuare a "regalare l'argenteria", dovremmo valutare di tornare